[Testimonianza GP2] "Una infinita gratitudine verso i nostri maestri incontrati al GP2"




Fidenza, 31 luglio 2019


Mi chiamo Camilla Marenzoni, sono una studentessa in corso del Master in Scienze del Matrimonio e della Famiglia – Ciclo speciale e ho provato un profondo smarrimento e dolore per quello che sta accadendo all’Istituto fondato da S. Giovanni Paolo II.


Ho frequentato il Master insieme a mio marito Enrico all’Istituto GP2 di Roma, dove abbiamo incontrato docenti eccellenti che si sono rivelati anche autentici maestri di vita. Questa esperienza per noi ha rappresentato una grande crescita umana e intellettuale che si è poi riversata nel servizio pastorale che stiamo svolgendo: siamo i responsabili, insieme a don Marek Jaszczak, dell’ufficio famiglia della nostra diocesi.


Osservando gli statuti e la nuova offerta formativa ci chiediamo: è un ampliamento o un impoverimento? Perché licenziare professori eccellenti? Il nuovo corso in Diploma annuale di esperto in Scienze su matrimonio e famiglia della durata di un anno offre la stessa formazione precedentemente fornita attraverso i Masters? (Master in Scienze del Matrimonio e della Famiglia, Master in Bioetica e Formazione, Master in Fertilità e Sessualità coniugale, Master in Consulenza Famigliare) ed è strutturato con una modalità fruibile da una famiglia?


Attendendo di ricevere notizie più precise per chi è in corso e deve terminare, vorremmo sottolineare che la particolare offerta formativa del Ciclo Speciale non era prevista nei primi anni di vita dell’Istituto ed è stato frutto di un grande sforzo per andare incontro alle esigenze delle famiglie, che per frequentare dovevano originariamente stabilirsi in forma residenziale a Roma. Ora, riteniamo che la forma del Ciclo Speciale sia stata una grande e importante conquista, un vero e proprio ampliamento a servizio del Vangelo del Matrimonio e la Famiglia.


La possibilità di conciliare lo studio con i tempi della vita della famiglia e del lavoro, attraverso una modalità intensiva o del complex learning, come già avviene in altre università pontificie (cfr. offerta formativa Pontificia Università della S. Croce), ha permesso in questi anni ai laici, singoli o coniugi di vivere un’impareggiabile esperienza. La formazione acquisita si è rivelata una profonda riflessione intellettuale calata nella stessa esperienza di vita, che ha poi guidato il servizio ecclesiale a cui ognuno, in modo diverso, è stato chiamato.


Più volte nel nostro cuore, durante la frequenza, è emersa l’affermazione: “questo mi/ci appartiene”: Il Magistero su Matrimonio e Famiglia studiato sui banchi dell’università ha donato luce e spessore alla nostra esperienza di vita e grazie a questo, con tenacia, è stato possibile comunicarlo, agli altri attraverso il servizio pastorale.


Oggi, alla luce dei nuovi statuti, ci chiediamo: che sguardo c’è sulla famiglia in quello che viene chiamato “ampliamento”? Ricordandoci che Papa Francesco nella sua Evangelii Gaudium [1] ci esorta ad uno stile missionario di “chiesa in uscita”, ci chiediamo, la famiglia, come prima chiesa domestica, è pensata come soggetto attivo? Come uno dei soggetti protagonisti, capace di incidere nel cammino ecclesiale? Di infondere e testimoniare la bellezza e l’umanità che contraddistinguono la famiglia che genera, custodisce ed è chiamata a tramandare il valore sacro della vita umana?


Queste domande si impongono davanti a questa “nuova” realtà e ci auguriamo che non restino disattese.


Grazie per l’ascolto,


Camilla Marenzoni e Enrico Mattei [1] Cfr. Evangelii Gaudium n.19-20.

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